LA PSICOLOGIA: PER COMPRENDERE L'ANIMO UMANO NEI SUOI MOLTEPLICI ASPETTI...... RICEVE PER APPUNTAMENTO: CELL. +393471847198 C/O HEALTH CENTER S.R.L. COSENZA VIA DEGLI ALIMENA N.6 C/O LA CULLA DEL BENESSERE CASTROVILLARI (Cs) C/O STUDIO ASSOCIATO DI CONSULENZA PEDAGOGICA, VIA CEFFATO N.127 EBOLI (Sa) ROMA VIA SEBINO N.11
martedì 31 marzo 2015
Pensieri e Poesie: L'ultima Medusa
Si nasconde tra le ombre l'ultima medusa... ferita da una lancia che chiamava amore... vaga negli abissi del mare profondo... e come una conchiglia si posa sul fondale...ricordando il passato e rifugiandosi dal presente con il timore che una rete qualsiasi possa portarla in superficie. Ora sei libera senza libertà mia dolce medusa di un tempo andato...quando il tuo sorriso veniva alimentato dall'amore racchiuso dentro un abbraccio...dal profumo dei capelli e dai baci con le labbra al sapore di caffè...nel legame eterno di un anello di metallo trovato su una spiaggia colma d'amore. Ma l'amore è un'onda altissima che travolge le anime fino a modellarne l'originaria essenza...che trascina via fino a slegare le mani e ad un tratto si rimane a vacillare nel buio... senza ne occhi ne orecchie e ne voce. O mia medusa tu continua a vivere nell'amore che cercavi...io continuerò a camminare cieco e sordo nei campi di grano con il vento che accarezza il mio viso e il sole che riscalda la mia anima...nell'attesa che una mano gentile mi prenda con sè e mi dica...adesso sei a casa...
Cristian Chiappetta
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mercoledì 4 febbraio 2015
LA BALBUZIE: CAUSE E ASPETTI PSICOLOGICI
Per comprendere la natura della balbuzie, credo sia necessario discostarsi da quelle teorie fisiologiche che per molti anni hanno classificato questo disturbo come un laringospasmo a livello delle corde vocali, impedendo il normale flusso della corrente aerea. In ambito terapeutico, questo disturbo del linguaggio viene distinto tra balbuzie primaria e balbuzie secondaria; la primaria, riguarda quasi tutti i bambini dal terzo o quarto anno d'età e viene considerata inconscia, in quanto, non viene avvertita dal soggetto come disturbo; la secondaria, è vissuta dal soggetto consapevolmente non solo sul piano fonico ma soprattutto su quello psichico. Attraverso la mia formazione in ambito psicoterapeutico, ho avuto modo, nella città di Roma e ora nell'interland cosentino di seguire diversi pazienti con questo tipo di disturbo e, posso affermare che le cause sono diverse e variano in base a innumerevoli fattori. Generalmente, chi soffre di questo disturbo fonetico, di base, vive in un perenne stato ansiogeno che crea un blocco emotivo e conduce il soggetto ad aver timore di esprimere ciò che sta pensando. La paura di parlare e quindi di sbagliare, è la prima strada che si percorre in psicoterapia; cioè capire insieme al paziente quali sono stati i fattori psico-socio-ambientali e familiari ad indurlo al blocco emotivo e fonetico. Nella maggior parte dei casi, ho riscontrato, tre cause scatenanti: la mancanza di comunicazione con le figure genitoriali, l'iperprotezione genitoriale e la continua correzione del linguaggio; chiaramente le tre cause si riferiscono ad una fascia d'età compresa tra i 3 e i 18 anni. Nel primo caso, la scarsa comunicazione o in alcuni casi l'assenza di comunicazione genera rabbia, che il soggetto somatizza in alcuni distretti corporei; infatti molti pazienti presentano tic nervosi, in prevalenza, nella zona oculare. L'iperprotezione, tende a rendere il soggetto insicuro e a generare stati d'ansia che con il tempo si cronicizzano, fino a creare crisi d'ansia e attacchi di panico. La correzione del linguaggio è una pratica molto diffusa; infatti, fin dai primi anni di vita del bambino, si tende a correggere le parole pronunciate ripetendo che è "sbagliato dire così". Tutto ciò, crea una disfunzione dei processi cognitivi e una disorganizzazione del linguaggio fluido. Quando il soggetto balbuziente intraprende una psicoterapia, è importante far comprendere ai genitori o chi per loro, quali sono gli atteggiamenti da utilizzare per l'intero ciclo della terapia; mentre, il paziente dovrà lavorare su i propri blocchi emotivi e corporei attraverso degli esercizi strutturati, in concomitanza a degli esercizi di vocalizzazione.
Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
(Estratto da People Life Magazine di Cosenza e Provincia, Maggio 2014)
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giovedì 29 gennaio 2015
UNA NUOVA VISIONE DI MEDIAZIONE FAMILIARE
La definizione di “crisi” all’interno del gruppo familiare è un concetto comunemente acquisito e una questione che richiama l'attenzione sui cambiamenti all’interno delle relazioni e dei rapporti educativi. Attualmente, la famiglia dà una immagine di sé di debolezza, precarietà e discontinuità che conduce, a volte, a delle vere e proprie "emergenze" all’interno del nucleo educativo e che hanno come risultato un graduale disorientamento e disgregazione dei membri del gruppo familiare. Gli incrementi più consistenti di episodi di separazione e divorzio si sono osservati proprio nel Mezzogiorno, dove i valori sono più che raddoppiati negli utimi dieci anni (ad esempio, si è passati da 70,1 a 221,5 per 1.000 matrimoni in Campania e da 78 a 239,7 in Sicilia – fonte Istat), inoltre, le coppie che risiedono nel Mezzogiorno ricorrono al rito giudiziale più frequentemente di quelle residenti nel Centro-nord (19,9% contro 13,2% per le separazioni e 45,5% contro 26,1% per i divorzi – fonte Istat).
Da tale riflessione, nasce il servizio di Mediazione Familiare all’interno del Centro Biomedico “Health Center” di Cosenza, come intervento multidisciplinare rivolto alle coppie che ne facciano richiesta e finalizzato al supporto delle relazioni familiari in presenza di separazione e/o di divorzio. L’obiettivo principale è la tutela della responsabilità genitoriale e individuale nei confronti dei figli, in special modo se minori, attuata attraverso un attento percorso che prevede l’intervento di professionisti nelle seguenti aree: psicologica (con la compresenza di due terapeuti di sesso maschile e femminile), pedagogica, sociale, giuridica e medica. L’obiettivo del servizio si pone come “revisione” del concetto di conflitto attuando un rafforzamento sui punti di forza della coppia, lavorando sul concetto base per cui: anche nel momento in cui la coppia moglie/marito viene meno, continua parallelamente a vivere quella madre/padre.
Di Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
(Estratto da People Life Magazine di Cosenza e Provincia, Dicembre 2014)
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mercoledì 28 gennaio 2015
Disturbo Ossessivo-Compulsivo
Lo stile di personalità Ossessivo-Compulsivo ha come caratteristica fondamentale un modo di pensare sé stessi in linea ad un sistema di regole in grado di fornire una propria percezione continuativa di stabilità personale.
Il perfezionismo è il tratto principale nelle personalità tendenti al disturbo ossessivo-compulsivo e rappresenta un tentativo di assicurare o ri-stabilire certezza riguardo il significato della propria esperienza personale. Nella sua forma patologica, conduce all'esecuzione di serie di ripetute azioni di controllo (che possono coinvolgere altre persone, cui viene chiesto di rassicurare il soggetto confermando le sue azioni), alla scrupolosità e accuratezza nell'esecuzione di azioni anche insignificanti, a un'attenzione esagerata a dettagli che potrebbero risultare insignificanti a un osservatore esterno. Nel cuore del perfezionismo si trova queste necessità di conformarsi a criteri certi che mantengano o ri-stabilizzino la stabilità personale. Da questo principio deriva il potere dei rituali di ridurre l'ansia, potere che consiste nell'eseguire atti mentali o comportamentali in accordo con una sequenza stabilita. È possibile distinguere tra disturbi strutturali di questa personalità, come la scrupolosità, l'accumulare compulsivo di oggetti (scarpe, vestiti, oggetti per la casa ecc.) o ancora rituali di controllo su oggetti (come verificare la corretta chiusura del gas, della porta di casa, delle finestre ecc.) o sulla propria persona (lavarsi di frequente le mani ecc.)
Dopo il perfezionismo, l'altro tratto essenziale che deve essere preso in considerazione quando si analizza la personalità ossessiva è l'indecisione: indecisione e dubbio riguardano il presente, dato che impediscono di prendere azioni e decisioni; ancora, sono anche connessi al al prevedere possibili conseguenze di atti più o meno volontari, predetti sulla base della condizione presente di indecisione – di una condizione, cioè, caratterizzata un'incapacità di distinguere cosa sia rilevante da cosa non lo sia. La meticolosità e la lentezza di un processo decisionale basato su una valutazione dei risultati più catastrofici che potrebbero accadere costituisce un tentativo di limitare il rischio di una conseguenza inaspettata, di cui l'effetto paradossale è l'incremento dell'indecisione del soggetto. Una predizione delle conseguenze negative porta, quindi, il soggetto a ottenere un risultato anticipato di una data scelta, dunque, creandolo proprio letteralmente che andrà ad affliggere il presente bloccando ogni iniziativa da parte del soggetto e soffocare la sua volontà.
Di Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
(Estratto da People Life Magazine di Cosenza e Provincia,Gennaio 2015)
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sabato 24 gennaio 2015
ANCHE IL CERVELLO E’ UN ORGANO “EMUNTORE”
Sintesi tratta dall’incontro tenuto a Reggio Calabria, nell’ambito della divulgazione della “Fisiologia del Benessere”.
Per “Emuntore” s’intende l’organo o l’apparato che ha il compito di eliminare da un organismo i prodotti di rifiuto. Deriva dal latino, “emungere”, con il significato di espellere, tirare fuori (mungere).
Il processo emuntorio, di depurazione, di espulsione, avviene costantemente con gli organi chiamati “emuntori” e funzionano, “liberamente” senza il nostro comando, la nostra razionalità.
Gli emuntori servono alla vita e sono rappresentati dal “Fegato e Colecisti che rappresentano un filtro di fondamentale e vitale importanza per l’Evacuazione intestinale.
Qualsiasi elemento chimico penetri all’interno del nostro organismo, che entri per via alimentare, inalatoria o cutanea, prima di venire eliminato, viene filtrato e spesso trasformato dal fegato, organo emuntore.
Il Rene, anch’esso emuntore, rappresenta il filtro per le scorie e le tossine che elimina tramite le urine.
Il sistema linfatico, rappresenta la via attraverso la quale, i prodotti di scarto del nostro organismo, portati nel sangue, vengono trasportati agli organi emuntori che sono deputati all’espulsione dello scarto.
Per un attimo immaginiamo di bloccare dentro di noi le scorie, lo scarto che gli apparati, con i suoi organi, dovrebbero “liberamente” espellere: le urine, le feci, l’anidrite carbonica e le tossine in generale.
Non è difficile dedurre che ne rimarremo intossicati e quindi pronti a morire.
Abbiamo, poi, altri organi che “liberamente” entrano in funzione per “farci vivere in stato di benessere fisiologico”, e che sono sempre liberi dal controllo della nostra volontà. Essi sono rappresentati dai polmoni, dal sistema otorinolaringoiatra, dalle ghiandole salivari. E ancora abbiamo la pelle (strato basale, ghiandole sebacee, sudoripare) e le ghiandole lacrimali. Anche l’utero e la vagina sono da considerarsi organi emuntori con la loro funzione inerente l’ovulazione, le mestruazioni e il parto.
Da questo è possibile desumere che il corpo nella sua complessità è “liberamente” emuntore.
Quindi, noi siamo emuntori, per cui possiamo vivere fisiologicamente e bene nella misura in cui siamo in grado di eliminare, “liberamente” tutto quello che è dannoso per la nostra vita, cioè lo scarto, le tossine, le energie negative.
Di tutto quello che entra nel nostro organismo, deve rimanere solamente la “Parte Buona”. Tutto il resto, “Quella Cattiva”, tossica, negativa e malata va “liberamente” eliminata.
Da questa semplice riflessione nasce il messaggio veicolato dalla “Fisiologia del Benessere” che apre un grande e importante capitolo per il perseguimento della buona salute, del benessere fisico e mentale, e della felicità a cui ognuno ambisce.
Anche il CERVELLO E’ UN ORGANO EMUNTORE. Di tutto quello che entra nel cervello deve rimanere solamente la parte buona, quella che serve al benessere della vita e allo scopo per cui siamo nati, essere felici.
L’organo emuntore “cervello”, però, è dipendente dalla razionalità, a differenza degli altri che sono liberi dal controllo della volontà e che “liberamente” entrano in funzione. Tutto il negativo, cattivo e malato, impregnato di energia nociva per il benessere e la felicità dell’organismo umano, o non deve entrare nel cervello (cosa molto difficile da imparare per raggiungere questo risultato) oppure “Libera-mente” la parte cattiva e negativa deve uscire.
“Libera-mente”, ecco la parola chiave, liberare la mente, con la mente libera, senza l’ostacolo della razionalità nociva. Gli organi emuntori espletano fisiologicamente la loro funzione perché sono liberi dalla volontà razionale. Quando questa volontà interferisce negativamente, ostacolando il processo fisiologico dell’organo emuntore, si hanno segni e sintomi della malattia e del malessere. (Gastriti, coliti, iperidrosi, angina, infarto, ansia, depressione, psicosi, tireopatia, sindromi ormonali, malattie autoimmunitarie fino a quelle tumorali)
Immaginiamo di bloccare dentro di noi, alla stregua delle scorie (rappresentate da urine, feci, anidrite carbonica e tossine in generale), anche i Pensieri, Emozioni, e Sentimenti Tossici, oppure Paure, Giudizi ed Energie Tossiche.
Immaginiamo di non permettere al cervello di liberarsi dalle sue scorie negative e nocive per il suo benessere e quindi dell’intero organismo.
Come si è potuto affermare per gli altri organi emuntori che non liberandosi delle scorie si ammalano e portano a morte l’organismo, anche per il cervello vige lo stesso principio: non liberandosi delle sue energie negative, delle sue scori, si ammala fino a portare a morte l’organismo.
Il genere umano nasce per vivere “Liberamente”, in libertà fisica e mentale, permettendo al corpo, al cervello e quindi a noi stessi di “Emungere”, Espellere tutte le Scorie, Energie, Emozioni e Pensieri tossici che se non eliminati… portano al malessere, all’infelicità, alla malattia, alla morte.
E’ necessario conoscere e applicare la “Fisiologia del Benessere” per permettere a ogni organo di esercitare la sua funzione, naturalmente, fisiologicamente, senza imbavagliarlo, senza fargli violenza, senza impedimenti nocivi.
Ora, come è facile capire le drammatiche conseguenze che si hanno nell’ occludere le vie Urinarie, Digestive, Respiratorie, Linfatiche o Cardiocircolatorie, deve essere oltremodo semplice sapere cosa succede quando non si “espelle” quello che è tossico per il cervello e quindi per l’intero organismo.
Quando non si vive “libera-mente”, tutti noi siamo pronti ad ammalarci, a essere infelici e a morire. Siamo pronti a vivere in uno stato di malessere quando, facendoci violenza ci diciamo: Meglio non fare questa cosa! Che può dire quello? E se si viene a sapere? E’ vergogna! Fallo per me!
E ancora, quando siamo preda dei Sensi di colpa e delle Paure.
Salvatore Borrelli
venerdì 31 ottobre 2014
Testo di Francesca Porco: Il "Sangue Rosa" La strage delle donne-Pellegrini Editore
Un libro forte, deciso, coraggioso. “Il sangue rosa. La strage delle donne” della giornalista Francesca Porco è un libro che affonda la penna in un calderone incandescente e ribollente che ingoia vite di donne come fossero lapilli ed erutta lava vorace e divorante.Il femminicidio è un fuoco disumano e disumanizzante che brucia e devasta a livello sociale creando un forte rigurgito di barbarie.Il numero delle donne ammazzate in Italia è in aumento nonostante la legge anti-stalking. Solo nel 2013 sono state 177 le vite brutalmente spezzate. Il 2014 presenta dati in progress ma l’orrore resta uguale, immutato e immutabile con un corredo spiazzante di infanticidi. Nel mondo non va meglio. 125 milioni di bambine e donne hanno subito una forma di mutilazione genitale e ogni anno in India si verificano casi di infanticidio e aborto selettivo.Il sangue delle donne bagna la terra come un vergognoso rito ancestrale.Francesca Porco racconta nelle sue pagine questo dramma. Che è quello che ha coinvolto Fabiana Luzzi, uccisa e arsa viva a soli 16 anni dal suo fidanzatino, e le tante donne uccise senza alcuna pietà da partner o ex-partner, nel tentativo d’indagare, anche attraverso l’intervento di esperti quali criminologi, psicologi e autorità, sui fattori che spingono uomini, i quali si dichiarano innamorati, a compiere simili atrocità. “Il sangue rosa” è il sangue di donne innocenti impietosamente versato per colmare il vuoto di quegli uomini incapaci di accettare un rifiuto, dove l’escalation violenta è solo l’atto finale di un’odissea fatta di minacce, limitazioni, tormenti, violenze psicologiche e fisiche. Uomini di questo tipo sono incapaci d’amare. Il loro è un amore malato, una dipendenza, un’ossessione che genera possesso e distruzione.Ma esistono dei segnali in un rapporto di coppia che lasciano intuire l’esistenza di un pericolo. È allora che bisogna trovare quel coraggio, che appartiene da sempre alle donne, di reagire denunciando il proprio aggressore. È questo il più grande atto d’amore verso se stesse. Un’opportunità per credere ancora che esista qualcuno degno del nostro amore.
mercoledì 22 gennaio 2014
IL VAGINISMO: FATTORI PSICOLOGICI
Il vaginismo è definito in ambito medico, come una contrazione involontaria della muscolatura del terzo esterno della vagina, con o senza penetrazione. Tra i fattori organici, il dolore può essere causato da fistole conseguenti a lacerazioni perineali non ben cicatrizzate, dall’herpes o da varie infezioni trascurate o mal curate. Nella maggior parte dei casi, i disagi che si avvertono durante il rapporto sessuale, non sono riconducibili a cause organiche, bensì a fattori psicologici. Molte donne con questo tipo di disagio, rifiutano il rapporto sessuale perché sono state vittime di violenze, subite da altre donne o da altri uomini; altre hanno un rifiuto inconscio del proprio partner, in quanto vivono con timore le relazioni con figure maschili in genere, considerandole una minaccia. Spesso la figura materna ha un ruolo esasperante ; infatti, le madri tendono ad attuare azioni di controllo nei riguardi della propria figlia e di partecipare attivamente ad ogni decisione. Questo disturbo sessuale tende a provocare stati d’ansia, stati depressivi, sensi di colpa, inadeguatezza personale e scarsa autostima. Nonostante tutto, chi soffre di questo disturbo, si dimostra acuta, aperta all’approfondimento psicologico e dotata di una forte carica sessuale e di femminilità. Infatti non tutte le donne che soffrono di vaginismo sono contro la sessualità: alcune, ad esempio, raggiungono il piacere attraverso la masturbazione clitoridea e desidererebbero avere rapporti sessuali completi con il partner, anche se sono inibite perché vivono la penetrazione come una violenza. Nel rapporto di coppia, questo disturbo, genera conflitti e rende scarsa la comunicazione con il proprio partner; infatti, nella maggior parte dei casi, la donna tende a scegliere un uomo con dei problemi di natura sessuale per sentirsi compresa e affievolire il proprio disagio. E’ importante specificare che, il vaginismo è un disturbo cronico e richiede un trattamento psicoterapico per sciogliere i blocchi emotivi e per ridurre l’ansia associata al rapporto sessuale. Per la risoluzione del problema è necessario rivolgersi a figure professionali che possiedono le competenze necessarie, quali, lo psicoterapeuta o un sessuologo.
Di Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
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