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martedì 26 gennaio 2016
OBESITÀ: ASPETTl PSIC0L0GICI
L'obesità può essere considerata come una condizione morbosa con cause multifattoriali, tra le quali una predisposizione genetica, i fattori ambientali, lo stile di vita, fattori psicologici e socio-culturali. I fattori genetici hanno un ruolo importante nel determinare l'obesità. Anche l'ambiente in cui viviamo può favorire l'aumento di peso; ad esempio, un bambino obeso, se vive in una famiglia con adulti obesi, avrà molte più probabilità di diventare un adulto obeso. È importante avere un corretto stile di vita per controllare il proprio peso, cioè fare attenzione a cosa si mangia, e praticare attività fisica giornaliera e costante. La fame è regolata da meccanismi fisiologici che ne bloccano lo stimolo una volta che l'organismo si è nutrito a sufficienza. In alcuni casi, tali processi vengono alterati da comportamenti alimentari irregolari che inevitabilmente sfociano nell'obesità. Associati all'obesità, ci possono essere sintomi psicopatologici quali: ansia, depressione, scarsa autostima, insoddisfazione corporea, relazioni interpersonali problematiche, difficoltà nel gestire le emozioni. In realtà, dal punto di vista psicologico, come da quello medico, l'obesità si presenta come un quadro estremamente complesso. Esiste una classificazione che tiene conto sia del comportamento alimentare sia dell'assetto cognitivo ed emotivo, da cui si possono individuare tre principali tipologie di soggetti obesi: gli "iperfagici prandiali"; che assumono grandi quantità di cibo, prevalentemente durante i pasti. Si tratta di un profilo caratterizzato dal piacere per il cibo, dal controllo sulle quantità assunte, dall'aspetto prevalentemente conviviale legato ai pasti e dalla assenza di malessere psicologico legato all'assunzione degli alimenti stessi. Tra gli iperfagici prandiali si possono distinguere due categorie: i golosi e i divoratori. I golosi amano il cibo e tutto quello che ne permette una assunzione il più possibile appagante, a cominciare dalla compagnia con cui si va a tavola. I divoratori tendono a privilegiare la quantità sulla qualità, raramente preparano i piatti che poi consumeranno in compagnia, mangiano più velocemente dei golosi senza peraltro perdere il controllo sulla quantità. I "grignotteurs" o mangiucchiatori, ingeriscono piccole quantita di cibo, soprattutto dolci e grassi, quindi alimenti altamente calorici, durante buona parte della giornata. Il grignotteur, così come l'iperfagico prandiale, mangia lentamente e apprezza quello che sta mangiando, a differenza del primo però, spesso mangia in risposta a noia, ansia o malesseri fisici vari. In ultimo, il "binge eating disorder" o disturbo da alimentazione incontrollata; è una sindrome molto più grave e complessa dal punto di vista psicologico. Il comportamento alimentare di questi soggetti è caratterizzato da abbuffate episodiche, accompagnate da perdita di controllo e seguite da deflessioni dell'umore. Per abbuffata si intende un episodio alimentare caratterizzato dall'introduzione di una grande quantità di cibo, superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo e in circostanze simili. Questi soggetti, tendono ad avere un'obesità di grado elevato. Sono necessari, a mio avviso, un'adeguata educazione alimentare e un approccio psicoterapico mirato, per diminuire il grado d'ansia generato dal "punto di fissazione" cioè, il cibo. La psicoterapia dinamica correlata alla bioenergetica, che si occupa principalmente dell'integrazione tra mente e corpo, offre degli ottimi risultati per l'eliminazione dei blocchi emotivi e di conseguenza quelli corporei.
Di Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
(Estratto da Health Magazine-Rivista Medico-Scientifica di Salute e Nutrizione, Gennaio 2016)
venerdì 17 aprile 2015
Lo Psicodramma in Psicoterapia
La denominazione di “Psicodramma” è riconducibile a Moreno, medico e filosofo nato a Bucarest nel 1889. Si formò, professionalmente e culturalmente tra Vienna e gli Stati Uniti, dove in quest’ultima elaborò le sue principali scoperte, tra cui lo “Psicodramma”. La tecnica Psicodrammatica, veniva anche chiamata “teatro della spontaneità”; in cui gli attori, abbandonavano quegli elementi tradizionali, quali il copione, la rigida distinzione dei ruoli e la professionalità dell’attore, che secondo Moreno rischiavano di inibire le potenzialità creative e di alterare il normale flusso emotivo. Moreno, individuò nello Psicodramma cinque principali componenti: il Palcoscenico, il Paziente, il Regista (o conduttore), gli assistenti terapeutici o Io ausiliari e il pubblico. Nello psicodramma classico, il paziente, diviene il protagonista, portando sulla scena la propria difficoltà esistenziale e il regista, cioè il terapeuta, ha il compito di facilitare il “riscaldamento” dei presenti, scegliere la scena da rappresentare e dirigerla utilizzando le varie tecniche a sua disposizione. Il regista ha il compito di far iniziare la seduta e di predisporre le persone affinché sorgano atti e discorsi spontanei. La tecnica psicodrammatica, oggi, viene utilizzata nei gruppi di “teatro-terapia” o gruppi di psicoterapia; mentre poco utilizzata nella psicoterapia individuale, poiché il terapeuta deve ricoprire il ruolo di conduttore, di attore e fungere da Io ausiliario. Credo che la tecnica psicodrammatica sia molto utile nella terapia individuale, in quanto il paziente attraverso l’alleanza terapeutica, che crea il rapporto empatico, riesce a far emergere i propri stati emotivi. Ho potuto constatare che, attraverso la tecnica di Moreno si possono affievolire diverse ferite dell’anima; infatti, chi non ha elaborato un lutto o più lutti ha la possibilità di tirar fuori sentimenti di rabbia causati dall’abbandono. Nei soggetti che vivono una forte depressione, può risultare efficace per rielaborare dei momenti di vita dolorosi e riemergere dagli abissi. Lo psicodramma di Moreno è una tecnica terapeutica che, a mio avviso, offre dei risultati eccellenti più nella terapia individuale che nella terapia di gruppo, in quanto, se non si crea un coinvolgimento emotivo o esistono fonti di disturbo all’interno del gruppo, tutta l’azione terapeutica viene alterata; infatti è consigliabile condurre un gruppo di massimo sei persone. Per questo motivo, i gruppi di terapia che utilizzano lo psicodramma scelgono il teatro e non un luogo comune, per dare la possibilità ai pazienti di vivere le proprie emozioni e non di recitare una parte.
Di Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
(Estratto da People Life Magazine di Cosenza e Provincia Marzo 2015)
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giovedì 29 gennaio 2015
UNA NUOVA VISIONE DI MEDIAZIONE FAMILIARE
La definizione di “crisi” all’interno del gruppo familiare è un concetto comunemente acquisito e una questione che richiama l'attenzione sui cambiamenti all’interno delle relazioni e dei rapporti educativi. Attualmente, la famiglia dà una immagine di sé di debolezza, precarietà e discontinuità che conduce, a volte, a delle vere e proprie "emergenze" all’interno del nucleo educativo e che hanno come risultato un graduale disorientamento e disgregazione dei membri del gruppo familiare. Gli incrementi più consistenti di episodi di separazione e divorzio si sono osservati proprio nel Mezzogiorno, dove i valori sono più che raddoppiati negli utimi dieci anni (ad esempio, si è passati da 70,1 a 221,5 per 1.000 matrimoni in Campania e da 78 a 239,7 in Sicilia – fonte Istat), inoltre, le coppie che risiedono nel Mezzogiorno ricorrono al rito giudiziale più frequentemente di quelle residenti nel Centro-nord (19,9% contro 13,2% per le separazioni e 45,5% contro 26,1% per i divorzi – fonte Istat).
Da tale riflessione, nasce il servizio di Mediazione Familiare all’interno del Centro Biomedico “Health Center” di Cosenza, come intervento multidisciplinare rivolto alle coppie che ne facciano richiesta e finalizzato al supporto delle relazioni familiari in presenza di separazione e/o di divorzio. L’obiettivo principale è la tutela della responsabilità genitoriale e individuale nei confronti dei figli, in special modo se minori, attuata attraverso un attento percorso che prevede l’intervento di professionisti nelle seguenti aree: psicologica (con la compresenza di due terapeuti di sesso maschile e femminile), pedagogica, sociale, giuridica e medica. L’obiettivo del servizio si pone come “revisione” del concetto di conflitto attuando un rafforzamento sui punti di forza della coppia, lavorando sul concetto base per cui: anche nel momento in cui la coppia moglie/marito viene meno, continua parallelamente a vivere quella madre/padre.
Di Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
(Estratto da People Life Magazine di Cosenza e Provincia, Dicembre 2014)
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venerdì 25 ottobre 2013
UNA “MEDICINA FUNZIONALE”: CROMO-AROMA-MUSICO-TERAPIA
La Cromoterapia è una medicina antica che l’attuale civiltà occidentale ha riscoperto e che viene annoverata tra le cosiddette “medicine alternative”. In effetti antiche civiltà sfruttarono il significato dei colori e il loro effetto sui processi fisici e psichici dell’uomo in numerosi campi, da quello della medicina a quello dei riti religiosi, atti a curare il corpo e purificare l’anima. Nell’ Health Center, abbiamo abbinato i colori cromo terapici con l’Aroma Terapia e la Musicoterapia Recettiva.
In questo caso diventa una “Medicina Funzionale” ; in quanto l’insieme di questi tre processi, non invasivi, offrono al soggetto la possibilità di ritrovare un equilibrio positivo.
Un aspetto rilevante della Cromoterapia è l’uso dei colori che differiscono in relazione alla sintomatologia riferita dal paziente. Per esempio, il colore rosso; si associa con la circolazione sanguigna e con lo sviluppo cellulare. Scalda il corpo e stimola la produzione di sangue. Molto utile in caso di malinconia, depressione e disturbi dell’alimentazione; L'arancio ha un'azione risolvente delle funzioni organiche e mentali, mitigando le sensazioni di oppressione; Il Giallo ha un potere vivacizzante, ispirando e stimolando efficacemente le facoltà superiori e le capacità di ragionamento; Il verde e' il colore della natura, il colore delle forze equilibrate, il colore dell'evoluzione della mente e del corpo. Il verde favorisce l'armonia in quanto ha un'influenza calmante sul sistema nervoso; L’azzurro è calmante, sollecita interesse, scioglie la tensione, rende tolleranti e generosi; Il blu dona pace e tranquillità, rende più facile la comunicazione interpersonale, rilassante e invitante, ottimo per la meditazione e dona equilibrio; Il viola porta quiete di spirito, pace e amore, attenzione per gli altri e concentrazione.
L’Aroma Terapia può essere considerata un ramo della fitoterapia che usa gli oli essenziali, ossia le sostanze volatili e fortemente odoranti delle piante. L'aroma terapia, ad oggi, è una cura cosiddetta "alternativa" che prevede l'uso di oli essenziali che hanno proprietà antisettiche, antitossiche, cicatrizzanti, anti parassitarie, antireumatiche. E’ in grado di combattere lo stress e di mettere in armonia il corpo con la mente. Dopo gli studi condotti sulla relazione fra i profumi ed i sensi, è stato scientificamente provato che alcuni aromi hanno la potenzialità di influenzare l'umore e di favorire il benessere interiore.
Gli oli essenziali, a seconda delle loro potenzialità, esplicano il loro effetto attraverso tre diverse frequenze d'azione energetica:
ALTA : agiscono a livello spirituale ed eterico, con effetto stimolante, si tratta di oli dalla profumazione intensa che agiscono con un'azione rapida; sono oli dinamici, attivi, estroversi, che grazie alla loro vibrazione alta e fresca sono utili per la concentrazione ; sono oli estremamente volatili.
MEDIA: agiscono sul livello emozionale, sono oli essenziali intensi, sensuali e armonizzanti dall'aroma morbido e floreale; hanno un'azione a livello intermedio tra gli oli ad alta frequenza e quelli a bassa frequenza; sono mediamente volatili.
BASSA: agiscono a livello fisico e sono oli dall'azione rilassante, stabilizzante e balsamici con aroma caldo, dai profumi delicati; risultano poco volatili e la loro azione è prolungata nel tempo.
La musicoterapia recettiva consente di stabilire un contatto con una emotività intensa, corporea non ancora filtrata e trattata da una dimensione mentale. L’ascolto in musicoterapia può essere adoperato per rispondere a bisogni diversi, ed è indicato per persone che hanno bisogno di essere attivate o tranquillizzate fisicamente. La musica e i suoni sono accordati su 432 Hz e non su 440 Hz ; tutto ciò favorisce un equilibrio tra i due emisferi cerebrali.
Nell’ Health Center S.R.L. Centro Biomedico Nutrizionale offriamo la possibilità di usufruire della Cromo-Aroma-Musico-Terapia. E’ indicata per tutti i soggetti, che vivono momenti di stress intenso, correlato al lavoro o eventi di vita quotidiana. Risulta efficace per gli stati ansiogeni e stati depressivi; Per donne in gravidanza e post partum; Per soggetti che affrontano una dieta; In patologie come Anoressia e Bulimia; Ideale per soggetti cardiopatici, psoriasi, etc.
All’interno dell’Health Center è possibile richiedere dei pacchetti personalizzati per la Cromo-Aroma-Musico-Terapia o da abinare ad altri servizi correlati.
Health Center S.R.L. Centro Biomedico e Nutrizionale augura Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Di Cristian Chiappetta Psicologo-Psicoterapeuta
(Estratto da People Life Magazine di Cosenza e Provincia-Dicembre 2012)
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