domenica 3 maggio 2009

Pensieri e Poesie: La voce del silenzio...


In questa notte
il mio pensiero oltrepassa la finestra
e si perde in oblii indefiniti…vaghi…lontani…
Ascolto la voce di qualcosa,
ma non vedo niente:
…è la voce del silenzio…
una voce sublime,
ma talvolta acuta, stravolta, straziante…
Cara solitudine,
ti sento addosso come l’edera avvinghiante
eppure sei per gli altri così vagabonda;
ti dicono silenziosa,
ma io avverto continuamente
l’eco cullante del tuo richiamo…
sei la lanterna dell’animo
e solo tu rischiari le mie incertezze.
In questa notte,più che mai,
avverto la tua presenza,
percepisco il tuo respiro e ti sento vicina…
C’è un gran silenzio attorno a me
ed ecco che riaffiorano
i miei più reconditi pensieri…
ed io sono sola ed estranea
a quel manto stellato che vive lassù.
C’è aria di tempesta dentro me:
i sogni si sono scontrati con la realtà…
….è guerra!...
Ho paura che tutto finisca,
che questo sogno presente
muoia inghiottito
da maledette nuvole di tempesta,
imperterrite.
Questo tempo maligno,
immerso nelle tenebre,
impavido e terribile
travolge tutto…
ed io sono sola, triste
ed aghi di inquietudine
bucano il mio spirito…
Ho smarrito gli echi e gli intrighi del mio cuore
ho smarrito la voce della mia anima,
in questa boscaglia d’indifferenza…
…ed ora voglio andare via,
lontano…
(Tonia Sperandeo)

mercoledì 29 aprile 2009

Pensieri e Poesie: L’anima mia non muore mai …




La mia anima non muore, si è vero …
Mi diverto a dipingere una vita fantastica, colma di colori e profumi inebrianti …
Non mi nascondo perché nessuno può vedermi … sono come una goccia nell’Oceano
O una mosca poggiata sul davanzale di una finestra sul mondo …
Mentre osservo piccoli uomini che si aggrappano ad altri piccoli uomini e piccole
donne che si intrufolano in cose lontane dalla loro forma mentis … diventando
sempre più piccole …
La mia anima non muore o il mio animo non muore …
Mentre con tutte le mie forze cerco di allargare le sbarre di una prigione virtuale
Costruita ad arte da quei piccoli uomini e piccole donne …
Con la speranza di riuscire a scappare e volare sempre più in alto … smarrito ma
Libero … verso le braccia di un mondo che mi aspetta per vivere ancora le delizie
Della vita …


Cristian Chiappetta

martedì 28 aprile 2009

Articolo: La depressione è donna...


Secondo L'Oms si ammalano del male oscuro due-tre volte più dei maschi e anche in Italia i casi sono in costante aumento. Le cause di questa epidemia al femminile? Sia di ordine metabolico (ormoni e co.), che sociale: troppi compiti e aspettative
Gli italiani depressi sono circa 15 milioni, il 25% della popolazione: un’ecatombe di serenità, il cui prezzo maggiore è pagato dalle donne, che rappresentano la maggioranza del totale. La depressione è una malattia vera e propria, ed è stimato che tra dieci anni sarà la seconda causa di invalidità del mondo sviluppato. Non solo, una persona su quattro, secondo i dati dell' Eurostat, soffrirà almeno una volta nella vita di un disturbo mentale. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità le femmine si ammalano di depressione da due a tre volte più dei maschi. Una donna su sei, dunque, deve fare in conti col male oscuro: incapacità di prendere decisioni, apatia, insonnia, irritabilità, difficoltà nei rapporti sessuali e sentimentali, ricerca della solitudine, perdita di interesse nei confronti della vita e degli altri.
Ma perché proprio le donne? I motivi, secondo gli esperti, sono di ordine metabolico e sociale. «Gioca un ruolo rilevante il fattore estroprogestinico, cioè il ciclo vitale femminile (gravidanza, post-partum, sindrome premestruale, menopausa), ma è più opportuno parlare di concause: da quelle genetiche ai fattori climatici stagionali fino a quelle di genere – sostiene Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di neuroscienze del Centro depressione donna del Fatebenefratelli di Milano -. Inoltre la depressione è in aumento rispetto al passato perché si è modificato il ruolo della donna all’interno della società, che la vede sempre più impegnata e, quindi, sottoposta a un forte stress fisico ed emotivo». Sotto accusa, secondo l’esperto, anche «il netto aumento della quantità di lavoro e di stress cui la donna è sottoposta, i disturbi del sonno sempre più frequenti soprattutto nelle grandi città, e l’escalation di episodi di violenza fra le pareti domestiche, uno dei fattori ad alto rischio».
I sintomi da tenere sotto controllo per riconoscere le prime avvisaglie? «Ansia, attacchi di panico, anoressia, bulimia, depressione post-partum sono i primi segnali da non sottovalutare per riconoscere in tempo il disturbo», sostiene Mencacci. Spesso le donne reagiscono alla pressione con l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcol, «una concausa che la comunità scientifica sta osservando sempre di più nei nuovi casi di depressione». Risultato, una tragica reazione a catena che le rende schiave due volte: della malattia e del bicchiere (quando non del blister di pastiglie e sonniferi, o peggio ancora, della cocaina).
«Le donne non devono farsi sconfiggere da questa malattia, che può rendere la vita alienante. – ne è convinta Francesca Merzagora, Presidente dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna – le armi per affrontare la depressione esistono e sono efficaci, ma occorre conoscerne le cause e i segnali per affrontarla senza vergogna rivolgendosi a centri specializzati». O chiedendo aiuto a un numero verde ad estensione nazionale (800.274.274), nato per fornire sostegno psichiatrico a chi soffre di depressione, ma anche di ansia, attacchi di panico, anoressia, bulimia (Progetto Itaca - Osservatorio nazionale per la salute della donna).

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giovedì 23 aprile 2009

Articolo: Ridere fa bene....


Cura la mente e il corpo: lo dimostrano numerosi studi sugli effetti benefici della risata. Perfino un sorriso finto può aiutare
Una risata non è affatto un cattivo inizio per un'amicizia ed è di gran lunga il miglior modo per finirla, disse Oscar Wilde. Vi sentite giù? Provate a ridere di più, o almeno a sorridere. Che il riso faccia buon sangue è detto popolare ma la scienza conferma. La risata migliora l'umore e la resistenza allo stress, fa bene anche al cuore, alza le difese immunitarie, migliora il latte materno rendendolo uno scudo contro le allergie del neonato perché quando la mamma ride aumenta la quantità di melatonina. Non è necessario che la risata sia vera: va bene finta, addirittura indotta, tenendo in bocca una penna e costringendo il labbro superiore ad alzarsi per mostrare i denti, assicura Fritz Starck, psicologo dalla lunga carriera universitaria ora a Würzburg, in uno speciale dedicato alla questione sulla rivista Mind. Gli studi secondo cui risata e sorriso sono la migliore medicina, del resto, non mancano.
Willibald Ruch, dell'Università di Zurigo, ha dimostrato che le risate suscitate dalle battute, siano esse in commedie o barzellette, alzano la soglia del dolore: i volontari di un gruppo di studio che sono riusciti a tenere più a lungo la mano nell'acqua ghiacciata senza soffrire erano anche quelli che fino a poco prima si erano divertiti ridendo a delle battute. Chi è propenso all'umorismo e alle risate facili, poi, ha il 40% in meno di possibilità rispetto ai musoni di essere soggetto ad attacco cardiaco, dice uno studio condotto da Michael Miller dell'università del Maryland, presentato diversi anni fa. Ridere 15 minuti al giorno aiuta anche a perdere peso (perfino due chili in un anno). Lo sostiene una ricerca pubblicata sull'International Journal of Obesity, condotta da Maciej Buchowski della Vanderbilt University di Nashville (Tennessee, Usa) che ha esaminato il dispendio di energia di un gruppo di persone messo di fronte a programmi tv di vario tipo. Ebbene, le commedie hanno richiesto il 20% di fabbisogno calorico in più, perché ridere aumenta il battito cardiaco e impegna molti muscoli, producendo lo stesso effetto di una sana camminata.
Ridere è una sorta di "lubrificante sociale", un atto ancestrale, un modo per fare nuove amicizie e consolidarne altre, fissare l'appartenenza nella gerarchia sociale, sostiene Robert R. Provine, psicologo e neurologo dell'università del Maine che all'argomento ha dedicato 20 anni di ricerche, per arrivare alla conclusione che ridere non è solo la risposta intellettuale a qualcosa di divertente ma è uno strumento istintivo di sopravvivenza, tipico degli animali sociali. Non per niente il primo a teorizzarne l'importanza fu Charles Darwin nel suo L'espressione delle emozioni negli animali e nell'Uomo.
Il sorriso aiuta i rapporti sociali ma anche l'umore, e rende perfino le persone più sexy. Uno studio di Eric Bressler del Westfield State College ha dimostrato che le donne giudicano più attraenti i soggetti di foto sotto le quali c'è una battuta che viene attribuita all'uomo immortalato nello scatto. Alcuni psichiatri usano la terapia del sorriso per curare lievi forme di depressione, ma senso dell'umorismo e capacità di sdrammatizzare si sono dimostrati efficaci anche in casi più gravi. Un gruppo di psichiatri dell'università tdesca di Marburg hanno dimostrato che sono fondamentali in una strategia di distacco dai problemi, perché aiuta a vederli sotto un'altra luce.


Libero News

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martedì 7 aprile 2009

Pensieri e Poesie: Vento d’Aprile


Mentre stai dormendo nel tuo letto fatato e il vento d’aprile accarezza il tuo viso …i profumi sfiorano il tuo naso, ma i tuoi occhi sono chiusi e anche aperti non sanno
apprezzare il fascino dell’astratto … perché non sai annusare e non sai gustare ciò
che hai … imitando e rimanendo la pallida copia di ciò che non sarai mai …
una persona senza charme …
Mentre gusto silenziosamente una sigaretta nella mia prigione d’amore …
mi abbandono a questa dolce carezza del vento d’aprile … che ricorda un tempo
passato e nel presente mi fa sentire quei profumi che ho tanto amato …
Stupidamente scende una goccia di pianto … quasi come per sfogarmi …
Ma come mi diceva mio padre da bambino … “il vento d’aprile è dolce ma
Persistente”… Allora, forse un giorno mi alzerò come il vento d’aprile e diventerò
Ostinato e prenderò tutto ciò che mi spetta …

Cristian Chiappetta

lunedì 30 marzo 2009

Articolo: I miti e il mito di Tèseo nella moderna psicologia...


Tèseo (greco: Θησεύς, latino: Theseus) nella mitologia greca era un leggendario re di Atene, figlio di Etra ed Egeo - o di Poseidone con cui Etra una notte aveva giaciuto.
Teseo fu un eroe-fondatore, come Perseo, Cadmo o Eracle che si batterono tutti, risultandone vincitori, contro avversari che allegoricamente rappresentavano antiche religioni ed istituzioni sociali. Come Eracle fu l’eroe dei Dori, Teseo fu l’eroe fondatore degli Ioni e venne considerato dagli Ateniesi come il loro grande riformatore, padre della patria e della democrazia in Occidente.
Il suo nome condivide la radice con la parola "thesmos" (θεσμός), il termine greco che sta per istituzione. Fu l’artefice del sinecismo (synoikismos, abitare insieme) - l'unificazione politica dell'Attica rappresentata dai suoi viaggi e dalle sue fatiche – sotto la guida di Atene. Una volta riconosciuto come re unificatore, Teseo fece costruire sull'Acropoli un palazzo simile a quello di Micene. Pausania narra che, in seguito al synoikismos, Teseo istituì il culto di Afrodite Pandemos (Afrodite di tutto il popolo) e di Peito, che si celebrava sul lato meridionale dell’Acropoli. Diverse feste ateniesi erano legate a Teseo : le Panatenee, le Oscoforie, le Tesee, le Ecalèsie, le Metagìtnie, le Sinècie.
Nella sua opera Le rane, Aristofane lo indica come l’inventore di molte delle più note tradizioni ateniesi. Se la teoria che sostiene l’antica presenza di un domino minoico sull’area Egea è corretta, allora la figura di Teseo potrebbe essere stata ispirata dalle vicende relative alla liberazione da questa presenza straniera, piuttosto che da un singolo condottiero realmente esistito.
"I miti sono racconti di tipo leggendario. Essi hanno diversi contenuti a seconda delle culture e delle espressioni culturali dei popoli. La psicanalisi, l’antropologia culturale ed altre scienze umane li considerano espressioni di esigenze psicologiche dell’animo umano, e risposte a certe motivazioni interne, molto profonde, che noi chiamiamo inconsce. Essi danno significato alle nostre tensioni psichiche ed aiutano a crescere psicologicamente e spiritualmente.
I miti ci soddisfano sia perché possiedono contenuti che noi avremmo sempre voluto avere, sapere e conoscere, sia perché nascondono e simbolicamente rivelano alcune verità che l’animo umano percepisce, ma non riesce a cogliere in modo chiaro ed immediato.
Tutti noi abbiamo bisogno dei miti, in ogni età della nostra vita. In modo particolare ne hanno bisogno gli adolescenti perché essi vivono in un periodo di grande crescita, di grande sviluppo sul piano intellettivo, emozionale e pulsionale. I miti appagano molte esigenze interne degli adolescenti, aspirazioni, desideri e necessità psicologiche, specie quelle più nascoste, e quindi inconsce.
Se si eliminano i miti dalla vita degli uomini e quindi anche dalla vita degli adolescenti, si è spinti a ricercare il proprio mito in personaggi e figure che possono anche risultare negativi e distruttivi per la vita e per lo sviluppo psicofisico della persona.
Il mito principale degli adolescenti di tutto il mondo è quello dell’eroe. In ogni adolescente c’è, nella fantasia, nei pensieri e nelle zone più oscure dell’animo, l’esigenza di fare qualcosa di eroico, di grande, di particolare, che sia al di fuori della quotidianità. Quando il giovane non riesce a realizzare quello che desidera, allora egli sceglie un personaggio, vicino o lontano, che sostituisce la sua tensione verso l’eroicità della vita. Nascono nelle diverse culture, popoli e nazioni, molteplici tipi di eroi che incarnano i desideri e le esigenze dell’animo degli adolescenti.
In un lontano passato, gli eroi che gli uomini guardavano con stupore e con grande ammirazione erano quelli che la mitologia greca e romana offriva loro: Teseo che con l’aiuto di Arianna entra nel Dedalo ed uccide il Minotauro; è un mito che esalta l’eroe al quale dà aiuto ed energia l’amore della donna, che riesce a prevalere sul male e a liberare se stesso e gran parte dell’umanità dal pericolo e dalla morte. Prometeo, che sfidando l’ira degli dei, ruba una scintilla di fuoco e regala agli uomini la prima grande fonte di energia fisica indispensabile per la loro vita.
Gli adolescenti avevano altri tipi di eroi provenienti dalla letteratura classica: Achille, eroe leggendario ed invincibile, le cui gesta sono cantate da Omero nei suoi poemi, Ulisse che incarna l’idea dell’astuzia e della forza dell’intelletto, Ettore, eroe di grandi virtù ed ideali di vita, di padre e di sposo.
Spesso ci sono degli eroi a cui mancano la forza e l’intelligenza, ma sono arguti, e con altre virtù che possono essere considerate positive per i giovani. Nella storia della Spagna c’è un eroe che indebitamente è considerato un antieroe: Don Chisciotte della Mancia. Egli purtroppo ha poco a che fare con i grandi cavalieri del Graal o della Tavola Rotonda, con Lancillotto e con re Artù, combatte con grande fervore ed impeto contro nemici invisibili o contro mulini che considera grandi nemici. A noi potrebbe far ridere. Ma quante volte immaginiamo come elementi a noi ostili e pericolosi per la nostra vita cose ed opere che sono invece del tutto innocue e che non presentano nessun pericolo per noi? Quanti fantasmi si creano i nostri adolescenti nella loro mente, sbagliando su chi essi devono considerare amici e chi devono considerare persone dalle quali guardarsi o soggetti da temere? Spesso gli adolescenti considerano nemici i genitori, i professori e quanti altri cercano di aiutarli ad inserirsi nel mondo e nella vita.
Gli eroi del nostro Risorgimento sono stati dimenticati. Forse sono anacronistici, estranei alla vita di oggi, probabilmente meno "universali" di quelli della mitologia greco-romana o della letteratura classica. Essi sono espressioni proprie di un determinato periodo di storia. Eppure le loro gesta hanno costituito per alcune generazioni punti di riferimento e di grande valore.
In tempi più recenti ci sono stati mitici eroi come Che Guevara, un moderno cavaliere che ha combattuto ed è morto per ideali di vita e di giustizia. A lungo è stato un eroe per i nostri adolescenti. Poi, forse anche per una strumentalizzazione politica, è caduto un po’ nell’indifferenza e i giovanissimi non sanno nemmeno chi sia stato e cosa abbia fatto.
Gli eroi di oggi sono forse più sbiaditi, personaggi che rappresentano una vita inautentica, superficiale, fatta di gioco, di svago e di divertimenti. Sono i calciatori, i cantanti, gli attori, i campioni dello sport in genere. Tra questi personaggi sono poco considerati quelli che, in realtà, sono i più autentici e i più umani: i campioni olimpici, quelli che agognano solo alla gloria del podio e che non hanno altri riconoscimenti che l’approvazione di un gruppo ristretto di persone, che non guadagnano e non si arricchiscono.
Oggi mancano grandi figure di eroi ai nostri adolescenti. Ma siccome l’esigenza di eroismo è sempre presente, i ragazzi cercano gli eroi o in soggetti inautentici, come già detto, o in certi tipi di antieroi molto negativi. C’è chi ha ipotizzato che spinte pulsionali profonde siano delle componenti importantissime per i drogati: chi si droga pensa di fare qualcosa di eroico perché sfida la morte, la legge, la giustizia, i genitori e le regole. L’eroe negativo si affaccia nella vita degli adolescenti proprio in quei periodi storici che minimizzano o danno ad intendere che gli eroi non servono. E allora l’eroe è quello dei fumetti, dei film violenti, a volte il serial killer, l’assassino e persino il suicida."

(Dott. Antonio Vita Psicologo e psicoterapeuta - Recanati
Questo articolo, in formato integrale, è contenuto nel volume:
L'adolescenza. Conoscere e capire i giovani di oggi
Luigi Di Giuseppe (a cura di)
Scritti di P. Boccia, A. Costantini, L. Di Giuseppe, M. Dittrich, A. Vita
Introduzione di Loredana Petrone
2005 Editore: Edizioni Psiconline).

domenica 29 marzo 2009

Pensieri e Poesie: Petali di rosa...


Ti sei immerso in una vasca colma di petali di rosa…
Di giorno in giorno li hai accarezzati emozionandoti con la loro morbidezza e….
Estasiandoti con il loro profumo hai nutrito il tuo ego.
Ti sei alzato da quell’oasi profumata, quel giorno nefasto, che ancora maledici…
Sei andato a combattere una battaglia e sei tornato sanguinante….
Quel sangue rosso come petali di rosa, ma non inebriante….
Sei tornato ma la tua vasca aveva già un altro padrone…
Sei andato in giro con la tua anima dolorante…
Celando con il tuo falso sorriso il dolore…
Vivendo tempi e luoghi che non ti appartengono…
Ti ho visto ritornare davanti alla vasca e immergerti….
Ti sentivi stretto…..
Ti sentivi un estraneo…
Ma hai deciso di rimanere…
Rimanendo in silenzio tra quei petali secchi e spezzati dalla pesantezza del tempo…
Aspettando con il tuo sorriso ambiguo il germogliare del seme dell’odio nutrito con i tuoi ricordi e con i tuoi fantasmi…
affinché possano ritornare rigogliosi quei petali di rosa che hai tanto amato con la semplicità del tuo animo…

Cristian Chiappetta